- Le pellicole vegane non contengono ingredienti derivati dall’alveare
- Usano cere vegetali come la candelilla o la soia
- Possono avere una consistenza diversa rispetto alla cera d’api
- La qualità dipende molto dalla formulazione
- Le Pelline VEGAN del Laboratorio La Gufa sono certificate VeganOK e prive di PFAS o trattamenti fluorurati
Come funzionano le pellicole alimentari riutilizzabili
Prima di entrare nella differenza tra vegano e non vegano, vale la pena ricordare come funziona una pellicola cerata in generale. Una pellicola alimentare riutilizzabile non è plastica. Non crea una chiusura completamente ermetica: lavora invece sulla traspirazione controllata. È esattamente il contrario di quello a cui ci ha abituati la pellicola usa e getta. Il tessuto di cotone fa da supporto. La cera, che sia d’api o vegetale , lo trasforma in uno strumento utile: diventa impermeabile all’acqua, parzialmente barriera all’aria, e si modella con il calore delle mani adattandosi alla forma di quello che vogliamo coprire. Un beeswax wrap vegano funziona sullo stesso principio. Ciò che cambia è la fonte della cera, e con essa alcune caratteristiche fisiche del prodotto finale.
Quali cere vegetali vengono usate nelle pellicole vegane
Questa è probabilmente la parte più interessante, e meno conosciuta , di tutto il processo.
Cera candelilla
La cera candelilla viene ricavata da un arbusto originario del Messico e del sud degli Stati Uniti. La pianta produce questa cera sulla superficie dei suoi steli come meccanismo di difesa naturale: serve a limitare la perdita d’acqua e a proteggersi dal calore. È più dura della cera d’api. Molto stabile. Dona struttura al telo cerato in modo deciso. Personalmente adoro il profumo naturale della cera candelilla: è una delle caratteristiche che mi ha colpita di più durante lo sviluppo della formula vegetale. Ha qualcosa di secco, quasi erbaceo, molto diverso dal miele della cera d’api e per molte persone è proprio questo l’elemento che preferiscono. La sua durezza, però, significa anche che le pellicole vegane tendono ad avere una consistenza più rigida, soprattutto a basse temperature. Non è un difetto: è una caratteristica normale delle cere vegetali. La vera differenza la fa il bilanciamento della formula. Negli ultimi anni abbiamo lavorato molto sulla formulazione delle Pelline VEGAN proprio per migliorare flessibilità e adesione, mantenendo ingredienti completamente vegetali. Non è stato immediato — ma il risultato ci soddisfa.
Cera di soia
La cera di soia ha proprietà diverse dalla candelilla: è più morbida, aiuta la lavorabilità e può contribuire ad ammorbidire il telo nella fase di utilizzo. Nelle formulazioni vegane viene spesso usata in combinazione con la candelilla proprio per questo motivo: le due cere si bilanciano a vicenda, con la candelilla che dà struttura e la soia che aiuta la morbidezza. Una cosa importante da sapere: non tutte le cere di soia sono adatte al contatto alimentare. Come per ogni ingrediente che finisce vicino al cibo, la provenienza e la certificazione della materia prima contano.
Altre cere vegetali nel settore
Nel mercato delle pellicole riutilizzabili vegane si trovano anche formulazioni basate su cera di carnauba, estratta dalle foglie di una palma brasiliana, o su mix di cere diverse. Ogni produttore fa scelte diverse in base alla consistenza che vuole ottenere, alla disponibilità delle materie prime e ai valori che guida il progetto. Non esiste una formula universalmente migliore. Esiste una formula che funziona bene, e quella dipende da come le cere vengono combinate tra loro.
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Le pellicole vegane conservano bene come quelle in cera d’api?
È la domanda che mi viene fatta più spesso, e capisco perché. La risposta onesta è: dipende molto dalla formulazione e dall’equilibrio tra cere, oli e resine. Una pellicola vegana ben formulata funziona benissimo per la conservazione quotidiana. Pane, formaggi, panini, verdure, frutta già tagliata: in tutti questi casi la Pellina VEGAN si comporta in modo del tutto paragonabile alla versione in cera d’api. La rigidità iniziale , quella che si sente soprattutto in inverno, quando il telo è freddo, non significa minore efficacia. Significa solo che bisogna lavorarlo qualche secondo in più tra le mani prima di usarlo. Con il calore delle dita si ammorbidisce, diventa plastico e aderisce bene. Alcune formule, come la nostra, migliorano anche con l’uso: il telo diventa progressivamente più morbido e flessibile man mano che viene utilizzato e lavato.
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PFAS e pellicole alimentari: bisogna preoccuparsi?
Negli ultimi anni questa domanda è diventata sempre più frequente. E ha senso porla. I PFAS — acronimo di sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche — sono composti fluorurati utilizzati in molti materiali resistenti ai grassi e all’acqua: pellicole, carte da forno, rivestimenti antiaderenti. Sono molto persistenti nell’ambiente e nell’organismo, e sempre più ricerche indicano la necessità di ridurne l’esposizione. Per approfondire, l’EFSA e l’Istituto Superiore di Sanità pubblicano materiali informativi aggiornati su questo tema. Le pellicole cerate naturali , sia in cera d’api che vegane , non hanno bisogno di trattamenti fluorurati per funzionare. La loro resistenza all’acqua e ai grassi deriva direttamente dalle proprietà fisiche delle cere, non da additivi chimici. Le Pelline VEGAN del Laboratorio La Gufa non utilizzano PFAS, trattamenti fluorurati o resine fluorurate. Semplicemente, non ne abbiamo mai avuto bisogno
Una pellicola vegana è automaticamente più sostenibile?
Questa è una domanda che trovo interessante, perché invita a ragionare senza pigrizia. La risposta breve è: non necessariamente. E non lo dico per sminuire la scelta vegana, che ha tutto il senso del mondo, tanto etico quanto pratico. Lo dico perché la sostenibilità è una questione complessa, che non si esaurisce in un singolo ingrediente. Conta la durata del prodotto. Un telo cerato che si rompe dopo tre mesi non è sostenibile, qualunque cosa contenga. Conta la filiera: da dove arrivano le materie prime, come vengono trattate, chi le lavora. Conta la produzione: artigianale o industriale, locale o dall’altra parte del mondo. Conta l’uso reale: una pellicola riutilizzabile usata ogni giorno per anni ha un impatto ambientale molto diverso da una usata distrattamente e poi dimenticata in un cassetto. Le scelte migliori sono quelle consapevoli. Non quelle automatiche.
La nostra scelta: una pellicola vegetale certificata VeganOK
Nel Laboratorio La Gufa abbiamo scelto di sviluppare una linea completamente vegetale certificata VeganOK, mantenendo la produzione artigianale e gli ingredienti idonei al contatto alimentare che caratterizzano tutte le nostre Pelline. La formula della Pellina VEGAN usa cera candelilla e di soia food grade, olio di cocco biologico e resina di pino per uso alimentare. Nessun ingrediente di origine animale, nessun PFAS, nessun trattamento fluorurato. Il cotone è GOTS, certificato biologico, e la lavorazione avviene interamente qui, in laboratorio. Siamo l’unica realtà italiana artigianale a offrire una pellicola cerata vegana certificata VeganOK, abbiamo scelto di non fermarci al “senza cera d’api”. Abbiamo lavorato sulla qualità della formula, sulla flessibilità, sull’adesione, perché una pellicola vegana deve funzionare bene, non solo essere vegana


Grazie carissima per le tue precisazioni.
Sono solo un piccolo consumatore che sa apprezzare le tue ricerche.
Un abbraccio virtuale e forte.
Giovanni
Grazie, felicissima vengano apprezzate! Un abbraccio,
Giuliana
Buongiorno mi chiamo Raffaella. Vorrei chiedere se possibile un chiarimento. Tempo fa ho acquistato la Pellina in cera d’api e devo dire che da subìto mi è sembrato un ottimo prodotto. Ero pienamente soddisfatta, anche per la sensazione di aver fatto una scelta importante per la salute mia e della mia famiglia e non da meno per l’ ambiente. Dopo alcuni mesi di utilizzo però sono apparsi dei puntini neri che non sono più riuscita a togliere. Nel dubbio che potesse essere muffa ho dovuto buttare tutto. Preciso che ho sempre lavato e lasciato asciugare bene la Pellina prima di riporla o riutilizzarla. Dove posso avere sbagliato? Ringrazio di cuore per l’ attenzione. Cordialità
Buongiorno Raffaella,
la muffa è davvero insidiosa, basti pensare che riesce a trovare casa anche nel silicone! La cera d’api contenuta nella Pellina è in grado di rallentare la formazione di muffe e questo aiuta moltissimo nella conservazione. Quello che è successo nel suo caso è capitato anche a me lasciando degli alimenti un pò troppo a lungo avvolti , anche in frigo, nella Pellina. Un classico è il limone, alimento che magari utilizziamo meno di frequente, inoltre essendo piccolino a volte si perde in frigo! Se ha sempre riposto la Pellina asciutta secondo me questa è la motivazione più probabile. Un telo cerato non fa la muffa neanche dopo anni se non viene utilizzato. Grazie per questo commento, spero che continui a leggermi e a fare altre scelte importanti. Un caro saluto,
Giuliana